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Personale

Che dire? Sono poche altre le cose di me da conoscere.

Sono nato a Roma, all’inizio degli anni Settanta. Sono cioè ancora giovane per prendermi troppo sul serio, ma già abbastanza anziano per ricordare alcune recenti sciagure capitate al mondo, e quindi non avrei troppi motivi per farlo.

Ho una formazione tecnica e questo di certo influisce nel mio approccio “cognitivo”. Ovvero, da me non ci si possono aspettare molte citazioni in latino, ma potrei riconoscere la differenza tra un equazione di secondo grado e un’istruzione assembler. In entrambi i casi la pubblica utilità di queste conoscenze appare dubbia.

Attualmente mi occupo di giornalismo e della definizione culturale dei problemi sociali, di comunicazione sociale e di terzo settore, ma anche di migrazioni e più in particolare della rappresentazione mediale degli stranieri. Quindi, possiamo dire, tendo ad occuparmi di minoranze e di alterità.

Come qualsiasi moderno “operaio cognitivo post-industriale” per molti anni ho avuto occupazioni flessibili o, più spesso, precarie. Come qualsiasi ricercatore universitario svolgo attività di ricerca e formazione, ma sempre più spesso questa è affiancata stabilmente da progettazione, gestione, amministrazione e relazioni pubbliche.

Sempre più spesso mi trovo in contraddizione con me stesso. Mi appassiona troppo il lavoro per essere un seguace “dell’ozio creativo”, vado sempre di fretta per essere un sociologo preoccupato di comunicazione sociale e processi di socializzazione, frequento spesso direzioni e presidenze per essere un inguaribile libertario.

Sono istintivamente e teoricamente caotico anche se pignolo, mite anche se rompiscatole. Per giunta, anche se mi piace giocare con i bambini, frequento troppo poco le mie nipoti…

Per concludere, diffidate di queste come di tutte le “autobiografie”. Si tratta semplicemente di narrazioni, come voglio presentarmi a voi e come voglio presentarmi a me stesso. Null’altro.

Per questo motivo non c’è una foto all’inizio di questa pagina, ma un mio disegno. Non è detto che corrisponda alla mia faccia.

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