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Networked activism e reframing di una campagna pubblica. Strategie comunicative e partecipazione politica nella contestazione al Fertility Day

Networked activism e reframing di una campagna pubblica. Strategie comunicative e partecipazione politica nella contestazione al Fertility Day

Networked activism e reframing di una campagna pubblica. Strategie comunicative e partecipazione politica nella contestazione al Fertility Day

Ho pubblicato, con Paola Panarese e Stefania Parisi, l’articolo Networked activism e reframing di una campagna pubblica. Strategie comunicative e partecipazione politica nella contestazione al Fertility Day in “Comunicazione politica, Quadrimestrale dell’Associazione Italiana di Comunicazione Politica” 2/2019, pp. 173-196, doi: 10.3270/94197.

Sullo stesso argomento ho pubblicato, con Paola Panarese e Stefania Parisi, #FertilityDay e #FertilityFake. Una campagna di comunicazione pubblica e i suoi esiti inattesi in “Gender/sexuality/Italy” (5/2018).

Abstract (in italiano)

La campagna di comunicazione del «Fertility Day», promossa dal Ministero della Salute italiano nell’agosto 2016 e volta a sensibilizzare cittadine e cittadini sul tema della fertilità di coppia, ha generato vivaci contestazioni, particolarmente interessanti sotto il profilo socio-comunicativo. Nelle intenzioni degli ideatori, l’iniziativa avrebbe dovuto coinvolgere attivamente le audience connesse via social media con immagini e slogan potenzialmente virali, orientati a preservare la fertilità e giocati su registri linguistici informali e toni irriverenti. Proprio questi messaggi si sono trasformati però nel bersaglio di un’estesa e articolata protesta. La diffusione dei materiali comunicativi ha suscitato fin da subito una polemica che ha attraversato le conversazioni social. Successivamente, il dissenso ha assunto una dimensione compiutamente politica, sfociando in una controcampagna online(individuata dall’hashtag #FertilityFake) e in una manifestazione di piazza. Il filo comune che tiene insieme le reazioni spontanee dei cittadini e la mobilitazione degli attivisti in una vera e propria controcampagna è il reframing complessivo della campagna pubblica, che rende le mobilitazioni contro il Fertility Day un caso di engagement imprevisto. La ricerca si concentra sull’analisi dei materiali della controcampagna e le pratiche politiche comunicative della società civile organizzata, evidenziando come lo stile comunicativo informale e ironico, comune a molte mobilitazioni contemporanee e utilizzato anche in campagne di comunicazione pubblica, si riveli capace di «attivare» le abilità creative e produttive dei pubblici, con esiti non sempre prevedibili.

Abstract (in inglese)

The public communication campaign about «Fertility Day», promoted by the Italian Ministry of Health in August 2016, aimed at raising citizens’ awareness on the issue of couple fertility. Ministry intended to involve the audiences connected via social media with informal and irreverent viral images and claims oriented to preserve fertility. Nevertheless, unexpectedly, the messages themselves turned into the target of an extensive and articulated protest. The circulation of the communication materials provoked a critical online debate that subsequently took on the dimension of organized political protest, resulting in an online counter-campaign (identified with the hashtag #FertilityFake) and a street demonstration in 13 Italian cities. The common thread that holds together the spontaneous reactions of connected audiences and the activists’ protest is the overall reframing of the public campaign, which makes the mobilizations against Fertility Day a case of unexpected engagement. The research focuses on the analysis of a set of images produced to promote the counter-campaign, highlighting how the informal, ironic language and the reframing of the contents of the public communication campaign created a fertile connection between the creative abilities of the social media audiences and more traditional forms of political activism.

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