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“A casa loro”, il buon senso delle politiche migratorie”

“A casa loro”, il buon senso delle politiche migratorie”

“A casa loro”, il buon senso delle politiche migratorie”

In un’intervista al Tg2 il segretario del PD Matteo Renzi ha voluto precisare le parole della tanto discussa “cartolina” diffusa dai profili social del suo partito. Nel farlo non solo ha confermato che non si è trattato, come si è pensato nelle prime ore, di un “errore” dello staff di comunicazione ma che si tratta di una precisa scelta politica e culturale. Quella già vista nel decennale rapporto tra media, politica e immigrazione. (su Mediaperiscope)

"A casa loro". Quando usi il linguaggio del tuo avversario, hai già perso.

Posted by Marco Binotto on Freitag, 7. Juli 2017

Infatti Renzi, ripetendone di fatto i contenuti, nell’intervista ha affermato:

C’è un abisso tra noi e la Lega, noi pensiamo e abbiamo investito nella cooperazione internazionale, riteniamo fondamentale investire in Africa mentre la Lega ha portato in Africa solo diamanti, noi crediamo nello Ius Soli, è un principio di civiltà, sacrosanto. Ma al tempo stesso dobbiamo smettere di far venire tutti qua, dobbiamo salvarli tutti ma non possiamo accoglierli tutti, è buon senso

In pochi secondi ha ribadito, e condensato, quello che in molte ricerche e nella nostra riflessione pubblicata sul volume Tracciare Confini abbiamo rilevato sul rapporto tra media, politica e fenomeni migratori. E cioè, sintetizzando molto:

  • Il punto di vista, l’immagine politica, del fenomeno migratorio è così coerente e stabile nel tempo (almeno 30 anni) che sembra senso comune, qualcosa dato per scontato. Per cui è “naturale” e buon senso agire in modo conforme a quell’impostazione. Per un politico seguire il buon senso, non mettere mai in dubbio l’immagine comune della realtà, ha sicura efficacia elettorale, forse non altrettante politica.
  • By Spinoza.it

    Lo hanno notato quasi tutti gli interventi: questo è il linguaggio del proprio avversario (la Lega, il centrodestra, …). In comunicazione come è ormai noto usare un linguaggio, le metafore, un frame, significa di fatto sposarne valori, prospettiva del mondo, soluzioni. In Italia sull’immigrazione molto spesso destra, centro e sinistra, politica e giornalistica, hanno usato le stesse parole e cornici. Per tutto questo tempo.

  • La metafora della casa, coerente come quella dell’accoglienza, è parte integrante di questa cornice di senso, di questo vocabolario consolidato. Altrettante radicata è l’idea, e l’argomento, che se non ci fossero controlli barriere muri, “tutti”, “tutta l’Africa” verrebbe qui, nella nostra casa. Un presupposto tutto da dimostrare.
  • Viene ribadita anche l’idea paternalistica che in questa situazione ci siano solo due parti in commedia. Noi, che salviamo e aiutiamo, e gli altri, che debbono solo essere salvati. Tradisce non solo un’immagine del mondo e degli squilibri globali semplificata, ma ci pone su un piano di superiorità in cui tutte le scelte hanno solo alternative e scelte etico-morali. Di fronte al “nostro dovere morale” ci può essere l’ingratitudine di chi è aiutato, o spesso anche la scelta, immorale ma vissuta come logica, di non aiutare. Pensare ai tanti problemi di casa nostra.

Matteo Renzi quindi non fa che ribadire una tradizione politica e giornalistica ormai consolidata. L’esperienza ci dice che questa difficilmente toglie voti all’avversario elettorale, ma sopratutto pare non modificare molto le politiche pubbliche. Ma ancora più importante, in tutti questi anni non pare aver risolto nessun “problema” o “emergenza” immigrazione.

Matteo Renzi in un’intervista al #Tg2: "la mia linea sui migranti?non è leghista, è solo di buon senso"

Posted by Tg2 on Sonntag, 9. Juli 2017

 

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