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Imagined Networks

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Oggi, parteciperò ad un convegno su “Net-activism and digital participation architectures: new actors, collective actions and networks” (Roma, 22-23 ottobre) con un intervento (presentato con Federica Ferraris) dal titolo Imagined Networks. Reti di economia solidale e dei ricercatori universitari tra metafore organizzative e connective actions.

Abstract

Reti: molti organizzazioni della società civile e di movimenti sociali usano questo termine per definirsi. La maggior parte ha un sito web e usa pagine o profili sui social network site. In ogni caso, larga parte di queste organizzazione non sembra avere sviluppato un consapevole approccio agli strumenti di comunicazione: spesso la metafora della rete sembra una perfetta analogia per la fitta rete di relazioni che costituisce il movimento più che l’indicazione di una comunità reticolare fondata sull’uso del web e dei media digitali.
Se il valore aggiunto dei movimenti sociali consiste nella capacità di mobilitare e mettere in relazione molte persone, solo in questo modo minoranze e popolazioni subalterne possono riuscire ad avere voce, a superare la dispersione per proporre obiettivi comuni, soverchiare la forza dell’avversario attraverso la capacità creativa e l’azione d’insieme: costruire un’intelligenza collettiva. Questo paper intende analizzare due recenti mobilitazioni collettive per proporre alcune risposte a queste ipotesi: è possibile una azione connettiva che non sviluppi un’intelligenza collettiva? In quali condizioni un’azione organizzata tramite i media digitali permette un’attività davvero coordinata?
Per farlo si indagheranno gli strumenti di comunicazione interna e le metafore organizzative adottate da due tipi di network: 1) le azioni di protesta contro politiche pubbliche o proposte legislative; 2) movimenti finalizzati alla costruzione di sistemi economici alternativi. La prima tipologia riguarda le proteste del mondo universitario contro le riforme del 2004 e 2010, mentre le seconde si focalizzano sul movimento più disperso dei Gruppi d’Acquisto Solidale (GAS) e delle Reti di Economia Solidale. Per entrambe la metafora della rete ispira la forma organizzativa ma deve essere confrontata con le tecnologie adottate, le urgenze dell’azione collettiva e i processi di istituzionalizzazione dei movimenti sociali.

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