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Scambio di voto

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Scambio di voto

Ho partecipato al XXVIII Convegno della Società Italiana di Scienza Politica (SISP) con un intervento dal titolo “Scambio di voto. La comunicazione politica della società civile organizzata per le Politiche 2013” (con Marco Bruno) nel Panel “Altri flussi: attori, controculture e temi nella pluralizzazione dello spazio pubblico” (Perugia, 11 – 13 settembre 2014). Il paper aggiorna e approfondisce i risultati della ricerca i cui primi risultati sono pubblicati nel saggio Io (non) vi voto e Elettorato Attivo.

Sommario

 La ricerca
1.1    Le ipotesi
1.2    Politica italiana e società civile. Note minime per uno scenario
1.3    L’importanza della voce

Riconoscere la voce: l’agenda

2.1    Chi parla
2.2    Chi ascolta

“La parola ai candidati”. Gli obiettivi dell’appello a chi si candida

La voce: mezzi e stili del comunicare

Conclusioni

Riferimenti bibliografici

Abstract

Uno dei tratti essenziali per determinare la salute delle democrazie contemporanee appare la capacità di riconoscimento e di ascolto della voce proveniente dai gruppi di interesse, dalle reti e dai movimenti, dalle associazioni e dalle altre forme associate che possono costruire «altri flussi» della comunicazione politica (Couldry 2010; Marini 2011). Un’occasione per valutare la volontà di tali realtà di operare su questo campo e, contemporaneamente, stimarne l’efficacia è costituita dal “terreno di gara” fornito dal momento di campagna elettorale.
Il paper riassume i risultati di una ricerca condotta su più di trenta campagne e iniziative pubbliche condotte durante le Elezioni Politiche del 2013, un momento particolarmente significativo perché costringe queste realtà ad affermare contenuti e adottare modalità di azione in positivo, superando la vocazione a caratterizzarsi come forma reattiva di «contro-politica» (Rosanvallon 2008). Si tratta di iniziative che si rivolgono a liste, candidati o candidate, per segnalare temi o richiedere risposte o impegni pubblici: campagne di advocacy come quelle promosse da Greenpeace Italia (“Io non vi voto. Sfida alla politica fossile”), Action Aid (“Italia sveglia! Promemoria per la prossima legislatura”) o l’associazione Libera (“Riparte il futuro. Senza corruzione”); raccolte di proposte come “Le primarie della cultura” promosse dal Fondo Ambiente Italiano, da “Dibattito Scienza” o dagli Stati Generali dell’Innovazione; oppure un manifesto o un’agenda di proposte da condividere o sottoscrivere (è il caso dell’iniziativa delle Ong italiane, del Forum del Terzo settore o di quello “Per un’economia sociale. Idee e persone per un’Italia sostenibile”). Ovvero spesso si tratta di attività di comunicazione che mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica su problemi o temi come per le campagne realizzate da Se non ora quando? o dalla LILA (“Voteresti per me se fossi sieropositivo?”). Proposte comunicative e politiche che contemporaneamente affermano issue mentre sono parte del processo di lobbying o di “transito” di molte personalità dall’ambito della società civile organizzata direttamente all’ambito politico-parlamentare, portatrici esplicite delle istanze e dei temi dei soggetti (organizzazioni, associazioni, reti, etc.) di provenienza.
Da un’analisi dello spettro di temi e issue proposti, dall’articolazione e le caratteristiche dei contenuti e dall’efficacia delle relazioni pubbliche e dell’engagement realizzato sui social media sarà possibile vagliare quanto le organizzazioni non profit e i movimenti sociali riescano a reclamare attenzione o per chiedere impegni ai candidati. Da una parte, quindi, la capacità di costruire adeguate strategie e iniziative di comunicazione, dall’altra quella di emergere nell’immaginario o nella sfera pubblica mediatizzata, di affermare issue nel dibattito politico, di porre le basi per un’azione duratura e stabile di lobbying (Caltabiano 2007; Mazzoni 2010). La determinazione nel trasformare una richiesta di voto in un momento di dialogo politico, un nuovo rapporto tra classe dirigente e gruppi di pressione, tra scelta elettorale e il possibile protagonismo e partecipazione della cittadinanza.

Il Paper in Pdf

  • Il paper su Academia.edu

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