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Dov’è il pluralismo sociale in Tv?

Dov’è il pluralismo sociale in Tv?

Dov’è il pluralismo sociale in Tv?

La società civile organizzata non appare molto spesso sui mezzi di informazione. Questa frase appare quasi un luogo comune, il perpetuo mugugno delle tante associazioni e organizzazioni non profit che si lamentano, come al solito, di non essere ascoltate. Purtroppo i dati confermano questa sensazione.

E’ stato appena pubblicato un articolo che presenta alcuni risultati della ricerca che stiamo conducendo sulle iniziative realizzate da Terzo settore e movimenti sociali per le elezioni del 2013. In questo articolo ho cercato di verificare che effetto avessero avuto sul discorso pubblico queste campagne. Nessuno. Anzi osservando lo spazio offerto dai Telegiornali nazionali alle “associazioni di soggetti di rilievo per il pluralismo sociale” nel biennio 2012-2013 l’effetto della campagna elettorale è stato quello di diminuire il ben misero spazio già dedicato al Terzo Settore su questo mezzo. Come si vede dal grafico, durante i mesi della campagna (dicembre ’12-febbraio ’13) lo spazio raggiunge quasi lo zero.

Elettorato Attivo - Grafico 1I dati sono frutto di una nostra elaborazione (non facile) del «monitoraggio delle trasmissioni radiotelevisive» realizzato per conto dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sul Pluralismo sociale in Tv. In particolare:

I risultati evidenziano in genere una presenza residuale delle organizzazioni non profit nell’informazione dei canali generalisti. In media il tempo complessivo «d’antenna» è di 26 minuti e 36 secondi: meno di un minuto al giorno per tutte le sei testate rilevate. Un andamento caratterizzato da un’alta variabilità con un valore massimo raggiunto nel mese di luglio 2012 (1h09’39’’) e dei valori minimi, minori ai tre minuti mensili, rilevati nei mesi di gennaio, febbraio e aprile 2013 (rispettivamente 2’05’’, 02’28’’ e 03’03’’). Periodi in cui il tempo offerto per le dichiarazioni (il «tempo di parola») è pari a un minuto complessivo per tutti i tg, Rai e Mediaset (1’05’’ a gennaio, 25’’ a febbraio). [pp. 82-83]

Ancora più sconfortanti i risultati se si paragonano allo spazio dedicato ad altri attori sociali.

Per fare qualche esempio, nel mese di maggio del 2012 ad esponenti delle associazioni nel loro insieme sono stati concessi […] un totale di 21’34’’ per un totale [..] pari all’1,01% delle oltre 25 ore [..] dedicate agli interventi in voce di tutti gli altri soggetti. Solo per fornire termini di paragone, nello stesso mese il tempo di parola dei soggetti e organi costituzionali è stato di 3h44’43’’ (pari al 10.49% del totale) mentre quello di «partiti, movimenti politici, esponenti di partito» 4h33’18’’ (12.75%) e delle forze armate e di sicurezza pubblica poco più di un’ora. [p. 84]

Cosa aggiungere?

A settembre presenteremo un ulteriore aggiornamento della ricerca a Perugia durante il XXVIII Convegno SISP.

Aggiornamenti: due infografiche che riassumono i dati sulla presenza nei Telegiornali e sul Corriere della Sera.

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