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Pestilenze. Dall’Aids alle reti: virus e contaminazione come metafora del nostro tempo

Pestilenze. Dall’Aids alle reti: virus e contaminazione come metafora del nostro tempo

Pestilenze. Dall’Aids alle reti: virus e contaminazione come metafora del nostro tempo

More about PestilenzeHo pubblicato il testo Pestilenze. Dall’Aids alle reti di comunicazione: virus e contaminazione come metafora del nostro tempo (Castelvecchi, Roma 2000, Collana Contatti 198, ISBN 88-8210-212-2).

Il volume, con una postilla di Alberto Abruzzese, è dedicato alla metafora virale in molte sue diramazioni e connessioni.

L’Aids è la prima pestilenza post-moderna
Mirko Grmek

Language is a virus
William S. Burroughs

Indice

Sociologia del Virus

Le pestilenze Post-moderne
Pestilenze Post-moderne – Sindrome – ImmunoDeficenza – Acquisita – Virtuale – Pc-Aids – Crack – Terrore – Reazioni

La Cura
Le Cure – Il Vaccino – Cura e Controllo – Microbiologia delPotere – Cibernetica del Potere – Virologia del Potere – Pandemia Liberale

Il modello virale
Il Modello Virale – Il Virus-Segno: la Malattia come Metonimia – Il Virus-Segno: da Letale a Vitale – Insenso – ConFusione – Contagio – Sporco – Tvirus – Movimento – Velocità – Parassita – Infiltrazione

Contaminazioni
Contaminazione – Retrovirale – Sincretismo – Ibridismo – Mostruosismo – Virologia Sociale – Taz & InterZone – Luther Blissett: Virus-Segno – Luther Blissett: Contaminazione – Luther Blissett: Infiltrazione – Luther Blissett: Parassita – Luther Blissett: Virtuale – Luther Blissett: Appendice

Postilla, di Alberto Abruzzese

Bibliografia

Link

L’anteprima del volume sul Google books.

Quarta di copertina

Più proviamo a immaginare un futuro asettico e ipertecnologico, più veniamo sommersi da notizie inquietanti di epidemie, malattie contagiose come l’Aids e altre forme di pestilenza biologica e culturale. Dal morbo della mucca pazza ai fantasmi della pulizia etnica, dall’immigrazione ai virus informatici, il timore della contaminazione è il simbolo dell’epoca che viviamo. Il virus approfitta delle nostre debolezze, si infiltra nelle nostre difese, utilizza i nostri mezzi di comunicazione per replicare se stesso. Questo libro prova a suggerire l’idea che il virus sia la metafora centrale per comprendere la realtà e le sue contraddizioni.
Fenomeni di “organizzazione nomade” come i raves, pensieri radicali come quello di William Burroughs, azioni di terrorismo mediatico intaccano inesorabilmente i sistemi immunitari e di controllo sociale ormai divenuti anch’essi “virologici”. Del resto, come sostiene Jean Baudrillard: “quando il mondo prende una piega delirante, diventa necessario adottare un punto di vista delirante”.

Istruzioni per l’uso

Paradossi, giochi di parole, assurdità, improprietà: questo è un testo di difficile lettura. Ce ne rendiamo conto. Ricordate: non tutto deve essere, ad ogni costo, comprensibile, “in un libro non c’è niente da capire, ma molto di cui servirsi” (Deleuze e Guattari). Usate e fate usare quello che vi piace o che intendete e tralasciate il resto.

Tenete a mente che le ‘virgolette semplici’ sono usate solitamente per evidenziare una frase, delle parole, non nostre, una lingua che non ci appartiene ma che usiamo (formule tipiche, frasi fatte, gergalismi…). I corsivi non servono per evidenziare del testo (come sono solitamente usate) – per questo usiamo il maiuscoletto – ma ad evidenziare un uso improprio, incerto, della parola, una parola con un significato che viene teso, forzato, deformato. Per questo motivo tutto il testo dovrebbe essere in corsivo. Invece le parole straniere non sono in corsivo, le citazioni sono amalgamate: questo testo è contaminato da lingue e stili incorporati con disinvoltura.

Consolatevi, anche l’Editore è molto arrabbiato con me…

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